L'Islanda e la grandezza delle piccole cose
Luce d’estate ed è subito notte
di Jón Kalman Stefánsson
Iperborea edizioni, traduzione di Silvia Cosimini
L’Islanda è per molti di noi una terra magica e quasi mitologica, i ghiacci, gli ampi spazi vuoti, le lunghe notti, i pochissimi abitanti e le leggende che ci ruotano intorno creano un’atmosfera mistica che affascina tanto quanto respinge. Sta lassù, lontana da tutto e tutti e quasi ci dimentichiamo della sua esistenza. È per questo che Luce d’estate ed è subito notte ha stimolato la mia curiosità a partire dalla quarta di copertina: la storia delle quattrocento persone che vivono in un paesino nella campagna islandese non può che regalare sorprese, ho pensato. E così è stato.
Sono diversi i personaggi che compongono l’affresco di Luce d’estate ed è subito notte e ognuno di essi rappresenta un frammento di umanità: l’Astronomo che prima era un uomo d’affari e poi si è votato al latino e alle stelle, il figlio del poliziotto che dipinge uccelli magnifici, la postina intorno a cui è ruotato il paese quando ancora si scrivevano lettere, il pastore che ha tradito la moglie, la ragazza bellissima che non porta mai il reggiseno, l’appassionato di cinema e lo slavo che ha girato il mondo per poi tornare e così via, un frammento dopo l’altro a creare una comunità piccola e complessa. Andando avanti e indietro nel tempo con un movimento ondulatorio che culla e rasserena, Stefánsson unisce storie che sembrano fiabe, ma quelle vere in cui succedono anche le cose brutte solo che poi si impara a superarle e ad andare avanti, al meglio delle proprie possibilità. E da queste storie emerge un Paese fiero, in cui le piccole cose hanno la stessa importanza di quelle grandi, e a volte anche di più, un Paese in cui si vuole rimanere e la comunità è un sostegno e non una gabbia.
Stefánsson poi ha una penna sopraffina – resa in maniera elegante e raffinata dalla traduzione di Silvia Cosimini – e sa raccontare l’umanità con una delicatezza rara, incantevole. Così anche se alcune vicende sono più interessanti di altre, le parole sono talmente precise da ammaliarti e farti continuare la lettura fino all’ultima, inaspettata pagina.



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