Devo andarmene da qui: “Lady Chevy” e il sogno
Lady Chevy
di John Woods
NN Editore traduzione di Michele Martino
Devo andarmene da qui.
Quante volte l'ho pensato io stessa? Quante volte mi sono sentita stringere tra le pareti sempre più spesse delle aspettative e dei sogni? Quante volte ho creduto di non riuscire a reggere quel peso, di non avere le capacità per arrivare fino alla fine?
Crediamo che il sogno, l'obiettivo di un futuro diverso da quello già scritto sia un faro nella notte che ci tiene in pista, focalizzati sul traguardo, ma la verità è che il sogno può essere opprimente quanto tutto il resto. Il dovere di fare meglio degli altri, di deviare dalla strada desolata che seguono tutti gli altri, è un fardello che grava sulle spalle come qualunque altro destino imposto.
Le comunità piccole come quella di Barnesville, in Ohio, sono prigione e rifugio in momenti diversi della vita, sostengono e giudicano, trattengono e soffocano se non sai come proteggerti, se non sai chi sei e cosa vuoi. Lo sa bene Amy Wirkner, sedicenne intelligente e determinata che tutti chiamano Lady Chevy per via del «suo fondoschiena massiccio come una Chevrolet», proprio per questo si è costruita un sogno: studiare a testa bassa, andare al college e allontanarsi il più possibile dalle grinfie di un solo futuro possibile, sempre uguale per tutti i membri della sua comunità.
Ma quando il sogno diventa di dominio pubblico, quando sembra quasi possibile realizzarlo il tifo può diventare insostenibile, un passo falso non mette in pericolo solo te, il tuo futuro ma la speranza di un’intera comunità, sì, anche di chi ti giudica e ti deride per invidia. Tu puoi farcela, devi farcela perché così è deciso, anni di aspettative familiari investiti su di te, la pecora bianca in un gregge di pecore nere, consumate dalle scarse prospettive, dai lavori estenuanti e privi di sicurezze. E poi, una notte, accetti la chiamata di un amico, commetti un errore e tutto rischia di andare a monte. Come ne esci? Come realizzi il sogno?
Amy si ritrova all’improvviso in una situazione più grande di lei, da cui sembra impossibile uscire con le mani immacolate perché fallire a un passo dal traguardo è peggio di tutto il resto, peggio delle pareti strette dei confini del paese, peggio di aver già superato la soglia in cui si smette anche di dormire. E a quel punto capisce chi è veramente e cos’è disposta a fare per quel sogno ormai così vicino. Come sarà dopo? Potrà ancora guardarsi allo specchio e credersi migliore di loro? Forse no, ma che importa? È salva.
Lady Chevy di John Woods è un romanzo di formazione con tinte noir ambientato nella “terra nera” delle miniere di carbone e degli insediamenti industriali, e la sporcizia e il fumo si percepiscono tutti nella storia di Amy Wirkner e della sua famiglia. Il senso di sconfitta è il morbo che appesta tutti i personaggi e le loro decisioni, non ci sono buoni e cattivi, personaggi positivi o negativi, ciascuno a modo suo è vittima e soprattutto carnefice.



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