Review party: Lifelike di Jay Kristoff

Lifel1k3

di Jay Kristoff
Mondadori editore, traduzione di Gabriele Giorgi

 

 

I miei sensi di lettrice si attivano ogni volta che esce un nuovo romanzo di cui si parla ancor prima che sia disponibile nelle librerie e ogni tanto mi piace cedere alla curiosità, soprattutto se si tratta di libri fuori dalla mia comfort zone. È con questo spirito che ho accettato di partecipare al review party per l’uscita in Italia, per Mondadori, della trilogia Lifel1k3 series dello scrittore australiano Jay Kristoff. Non avevo un’idea precisa di cosa aspettarmi, sapevo solo che si sarebbe trattato di romanzi di notevole successo visto l’autore e le poche informazioni della sinossi.



Foto del libro Lifelike di Jay Kristoff

 

Be’, che dire, la prima sera ho divorato più di cento pagine come niente perché Kristoff ha scritto un romanzo che ti catapulta in mezzo all’azione tra cyborg, arene e cacciatori di taglie e diventa impossibile smettere di leggere. Lifel1k3 ha lo stesso ritmo incalzante dei film che sbancano il botteghino, dove i colpi di scena si susseguono uno dietro l’altro senza mai risultare eccessivi, e allo stesso tempo è un libro pieno di tenerezza e relazioni profonde come solo quelle tra adolescenti sanno essere.

La terra è diventata un pianeta inospitale, l’ozono si è assottigliato così tanto che i raggi del sole provocano danni irreparabili sugli esseri umani, l’ultima guerra ha distrutto tutto e le persone sopravvivono come possono mangiando carne sintetica e saccheggiando rottami. Eve è diventata una specialista nell’arte della sopravvivenza e per racimolare i soldi per le medicine che servono a suo nonno Silas non disdegna di buttarsi in mezzo alla mischia al PalaGuerra per abbattere qualche logika che ha perso il controllo. È proprio qui che ha inizio tutto: durante lo scontro con un gladiatore-robot che non vuole saperne di arrendersi, Eve scopre in diretta televisiva di avere poteri telecinetici attirando su di sé l’attenzione di fanatici religiosi e di misteriosi personaggi appartenenti a un passato ormai dimenticato. Così, da adolescente punk con la passione per la meccanica, in un baleno si vede costretta a vestire i panni della fuggitiva insieme alla sua migliore amica Lemon Fresh, una ragazza tutta pepe con i capelli rosa, un piccolo taro impertinente, un cane cyborg e un bellissimo, perfettissimo ragazzo dagli occhi azzurri di nome Ezekiel.


Non svelo altro della trama per non rovinarvi il gusto di essere sballottate dagli eventi, vi basti sapere che Lifel1k3 è un romanzo distopico fantascientifico con una protagonista sopra le righe circondata da una cricca di personaggi folli che vi strapperà più di un sorriso. Ma tra una battuta e l’altra, Jay Kristoff ha saputo costruire una storia complessa che tocca tematiche molto delicate e non è un caso che i compagni di viaggio di Eve siano per la maggior parte macchine. La questione della libertà e dell’indipendenza dei robot è infatti uno dei temi portanti del romanzo che si interroga a più riprese sull’intelligenza artificiale e sul diritto dell’uomo di possedere ogni cosa: i robot sono programmati per seguire le Tre Leggi e non nuocere mai agli esseri umani, ma cosa succede quando questa programmazione si inceppa? Lasciati liberi di scegliere, cosa farebbero? Sono in grado di provare affetto e amare?

Che siano tra esseri umani o tra bot, le relazioni in Lifel1k3 sono guidate da sentimenti ancestrali e potenti che ribaltano continuamente i ruoli, anche l’amicizia più profonda può soccombere alla vendetta più cieca e questo rende i personaggi di Kristoff mutevoli e contradditori, capaci di grandi gesti e grandi rivoluzioni in poche pagine. Ma a leggere bene tra le righe, le inquietudini e le difficoltà che ciascuno di loro è costretto ad affrontare non sono poi tanto diverse da quelle che ognuno di noi impara a gestire ogni giorno. E credo sia proprio questa la forza di Kristoff, la capacità di raccontare una storia che fa risuonare con armonia tante corde diverse nel bel mezzo di una battaglia tra umani e androidi in un mondo distrutto dalla guerra. Può sembrare assurdo e caotico ma Kristoff sa far funzionare tutto alla perfezione e soprattutto sa tenere i suoi lettori incollati alle pagine, impotenti di fronte agli attacchi, che siano fisici o emotivi.

Ci sarebbe ancora tanto altro da dire su Lifel1ke ma il viaggio è appena iniziato e ci sarà modo di approfondirlo con il volume 2 che sto leggendo proprio in questi giorni. E poi non voglio trattenervi oltre dal fare la conoscenza di Eve e Lemon!


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