Review Party: Hell Bent di Leigh Bardugo
Hell Bent
di Leigh Bardugo
Mondadori, traduzione di Roberta Verde
Il momento è arrivato: esce oggi in libreria l’attesissimo seguito della Nona Casa di Leigh Bardugo. Grazie al review party organizzato da Evaluna, in arte @unalibraiaincorsia, in collaborazione con l’editore Mondadori, ho potuto leggere in anteprima Hell Bent nella traduzione di Roberta Verde.
Nel primo capitolo della saga, avevamo lasciato Alex Stern e Pamela Dawes alle prese con la scomparsa di Darlington all’Inferno e da lì riparte Hell Bent. Il preside Sandow è stato sostituito e, in assenza del “ragazzo d’oro” della Lethe, Alex è assurta al ruolo di Virgilio, ma per il resto ritroviamo i personaggi che abbiamo imparato ad amare leggendo La nona casa e che Bardugo qui approfondisce con maestria, permettendoci di apprezzarli ancora di più.
Ma veniamo alla trama: l’anima di Darlington è prigioniera all’Inferno e per riportarla indietro è necessario prima di tutto trovare un portale per entrarvi. Un piano semplice, se non fosse che le persone che compiono questo particolare viaggio raramente tornano indietro. Ma ormai abbiamo imparato a conoscere la determinazione di Alex, soprattutto quando si tratta di mettersi in guai seri e rischiare così il futuro alla Lethe e a Yale. Sappiamo anche che niente va come previsto quando c’è di mezzo la magia e infatti Virgilio e l’Oculus si trovano costrette a chiedere l’aiuto di stravaganti alleati: l’immancabile detective Turner, sempre scettico di fronte a calderoni e portali ma incapace di tirarsi indietro in una battaglia contro il male, l’adorabile e studiosa Mercy e una vecchia conoscenza di cui non voglio svelare il nome. Ma quando i membri della facoltà iniziano a morire, Alex sa che non si tratta di semplici incidenti. Qualcosa di letale è all’opera a New Haven e, se vuole sopravvivere, dovrà fare i conti con i fantasmi del suo passato e con l’oscurità insita nelle mura dell’università.
Posso dire senza timore di smentita che i fan di Leigh Bardugo non rimarranno delusi da questo secondo episodio, dove non mancano colpi di scena, battaglie infernali e un pizzico di romance. Le atmosfere di Yale mantengono il loro fascino e, anzi, quegli edifici che nella Nona casa avevamo solo intravisto, qui acquistano maggior concretezza e diventano il centro intorno a cui ruota la maggior parte della narrazione. Mentre i “rituali del giovedì” rimangono sullo sfondo, sostituiti da incombenze più stringenti e legate meno strettamente agli obblighi ufficiali della Lethe; perfino il solido detective Turner dovrà cedere a mezzi poco ortodossi per aiutare le due protagoniste a raggiungere il portale. Ma non per questo la magia sarà meno presente, anzi. Anche in Hell Bent, Bardugo insiste su una magia sporca, corruttiva e corruttibile, fatta di sangue e cenere e non di fate e meraviglia come siamo soliti immaginarla, e devo dire che questo è l’aspetto che ho apprezzato di più del suo mondo fantastico. L’idea di una magia indecente, decadente e perversa rende l’atmosfera di Hell Bent gotica e pesante, in perfetta sintonia con i personaggi zoppicanti e pieni di ombre che Bardugo sa delineare così bene da renderli la forza propulsiva dell’intera narrazione.
La storia in sé, invece, il viaggio all’Inferno, la lotta contro demoni reali e immaginari, il potere delle Case, è avvincente quanto basta per volare tra le pagine in cerca di un lieto fine, ma non così complessa e innovativa da rimanere indelebile, almeno non se si è abituati a un tipo di romanzo diverso. Anzi, a volte alcune scene lasciano a desiderare per la loro estrema eccezionalità e certe scelte narrative, a mio parere, potevano essere evitate. Ma forse la forza della scrittura di Leigh Bardugo è proprio quella di rendere magica una storia tutto sommato prevedibile grazie a un cast di personaggi così complessi da poter essere reali.
Insomma, un’altra prova superata alla grande per la scrittrice fantasy più apprezzata degli ultimi anni!



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